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Ormai me la canta pure
il mio piccolino, un tormentone:
"Teche e tequila,
te gusta la vjsta
e te cala la cula,
te cula la vista,
tencula bum bum.."
Che mica ci bevi e ci vedi
solo il vino.
Ti prendono
anche per il culo e per la gola. Mangia&bevi e ti rifai gli occhi
col bel panorama.
Come esposte in vetrine: giovani di taglia merlot, effervescenti e naturali. Ce ne sono di freschi come l' estate e anche quell' invecchiati, di buon annata, anzi pure meglio se datata.
Si vende tutto, pure uva e uova soda e silicone, tanto. E categorie pro tette e altre decisamente meno, e tanto cocco, succo e non cucco. Ma il vero re è il Cool Show, che si beve coi piedi a mollo con un bel calice di vino bianco, in riva. Oppure magari un frizzantino r'osè, sdraiati comodi sotto l'ombrellone.
Ormai sulla spiaggia il diktat trendy è bollicine dall' alba fino al tramonto. Pullulano le Anoteche dalla riviera romagnola fino alle Alpi, dagli appenini sino ai lidi siciliani.
È una moda: degustazione di tanga e perizoma.
Arrivati a un certo punto, Mimmo sente come una grande vampa e per calare n’anticchia la termocintura, prova a farsi una calata a mare: sente proprio l’esigenza di doversi immergere in una esotica calotta artica.
Ma a Scopello ieri l’acqua era davvero un brodetto, quasi un brodello, praticamente un bordello,
insomma -poverino-
manco ha potuto farsi un bagnetto.
Io gliel’ho detto a Mimmo:
- Oh Mii, guarda che a prescindere dalla temperatura, il mare sarebbe stato per te lo stesso caldo per quanto avrai sudato freddo.
Intanto proliferano: da nord a sud, da est a ovest, in spiaggia o sugli scoglioni. Dovunque e comunque è lo stesso rito allo stesso modo: tra teli e vini bianchi, telo metto che teli togli, ovunque si continua ad andare di bianco in bianco che è un piacere.
Sono le anoteche, le vere regine e rovine di questa caldissima e rovente estate 2026.
Ieri, tra l’altro, la riva era pure una folta alga.
Sarà colpa della tropicalizzazione, ma Mimmo cantava "Algachiara" quando se n’è tornato a casa deluso, con due palle così. E vi assicuro che non era colpa tanto delle alghe, o del caldo, oppure d’Alfredo:
erano grosse ma per altri dazi.
In macchina ascoltava “ Un’estate al mare” di Giuny Russo, che poi pensandoci bene, nel suo caso,
ci stava anche di cantarci "Alghera".
Se n’è tornato a casa con le pive nel sacco, si è steso sul divano e con l’ altra mano teneva un buon bicchiere di vino bianco, beato sotto al fresco dell’ aria condizionata che quasi si sentiva come Lucio Dalla.
Ormai è un habitué, che ogni volta è la solita storia e la solita domanda retorica:
-..ma tu come fai?
Mimmo lo sa già che io non ho di questi problemi, che sono felicemente spossato.
Mia moglie -quando mi porta-
mi ci fa andare già da bendato e, se devo bere, non vado di certo nelle anoteche: a una certa anche solo guardarle potrebbe essermi letale.
Se ho proprio sete mi rinfresco con una bella bottiglietta d’ acqua fresca, magari Uliveto che fa fare tanta buona plin plin e così anche la mia prostata ci resta contenta.
Comunque “Dolce erotico stomp” è davvero una figata.